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  • elenaannovi

Di-Versità




"La diversità è alla base dell’essere umano, senza di essa non esisterebbe l’individualità e l’originalità.

La diversità deve essere vista come un’occasione, un’opportunità, un punto di incontro e socializzazione alla base della mentalità moderna."

Qualche giorno fa ho avuto l'opportunità di portare una piccola goccia di ciò che è il mio lavoro e ricerca sul corpo, in un luogo molto speciale che si trova a Campogalliano (MO) , questo luogo si chiama CAT ( Centro Armonico Terapeutico).

La storia per cui tutto questo è capitato è un po lunga e non è il centro di ciò che voglio raccontare oggi , ma di fatto stà che per una serie di coincidenze mi sono ritrovata a fare un esperienza preziosissima e che sicuramente porterà molto nutrimento al mio percorso e alla mia ricerca .

Per farla breve , ho incontrato un gruppo di "creature molto speciali" o come vengono chiamate nella nomenclatura lessicale , diversamente abili.

MI è stato chiesto di passare una giornata con loro e di portare , lasciandomi carta bianca , una proposta di sperimentazione con il corpo.

La prima domanda che mi sono fatta è stata proprio legata alla parola CORPO e a ciò che io ormai dò quasi per scontato, perché da una vita ho deciso di indagarlo , ascoltarlo, risvegliarlo, fargli domande , dopo essere passata da molte fasi , anche quella della gabbia venendo poi da uno sport come la ginnastica artistica che lo ha reso uno strumento meccanico, finalizzato alla migliore prestazione, attraversando poi la vita e come esso ha inciso nella qualità delle relazioni e via dicendo.

Ho iniziato a buttare giù qualche proposta che pensavo potesse essere la più giusta per quell'occasione ...ma sentivo una vocina che mi diceva di non razionalizzare troppo e mi invitava ad attendere l'incontro per sapere cosa proporre e più o meno è andata così.

Ho atteso l'incontro con grande emozione e curiosità, arrivo prima del previsto...vengo accolta da Alessandra la persona che i mi ha voluto per questo incontro di condivisione , Tommy un cane molto particolare e per questo mi piace e Martina una creatura speciale che al posto della parola si esprime con il corpo, con il suono vocale e con un libro molto curioso, in cui sono rappresentate in piccoli quadrati , disegni delle parole chiave per comunicare e la parola corrispondete, ci sono fototessere delle persone che ha spesso intorno e altri simboli...insomma una COMUNICAZIONE IN CODICE.

Ho faticato all'inizio a tradurla e ho pensato che tutti noi in fondo abbiamo una comunicazione in codice , quella del linguaggio non verbale, quella che ci sta dietro a uno sguardo , quella che spesso nascondiamo dietro a una forma corretta...

Incontro Ambra e Luca, gli altri traghettatori del CAT e attendo tutta la ciurma di ragazzi emozionati come mè, per questa giornata particolare.

Insomma il pesce fuor d'acqua ero io , quella era la loro casa , il loro modo di comunicare la loro comunità . Ho deciso di ascoltare , osservare ed essere aperta a tutto ciò che arrivava. Mi hanno osservato , domandato, scrutato , ignorato, come quando un nuovo animale di una comunità esterna entra per la prima volta in un branco...e io ho cercato il più possibile di entrare in punta di piedi.

Abbiamo fatto un cerchio di condivisione aprendo una domanda collettiva . Sono uscite storie meravigliose , confuse , fuori tema , chiare e sicure, storie antiche che ancora si muovono ...insomma ogni domanda apre altre domande , ma la cosa che mi ha colpito più di tutte è stata come i tempi fossero completamente diversi dai cerchi che spesso mi capita di vivere .

Qui era tutto dilatato , a volte per una risposta ci si dedicava anche 20 min perché fin che tutto non usciva , si stava lì in attesa senza giudicare ... ad aspettare i tempi dell'altro.

Si perché i TEMPI DELL'ALTRO sono importanti....e ho pensato che noi spesso non prendiamo minimamente in esame i tempi dell'altro.

Nelle mie classi di danzatori, spesso decido un tempo preciso in cui bisogna fare le cose ...perche non cè abbastanza tempo e molte aspettative e allora si impone il tempo....BHO interessante ci rifletterò su sto fatto del TEMPO.

Usciamo poi per incontrare le altre creature speciali che accoglie il Cat...gli ANIMALI.

Il cat ospita svariati animali tra cui un Cavallo, un Pony , due Asini, un Maiale che io definisco il re del giardino, Conigli, molteplici Cani e sicuro qualcuno che ho dimenticato ....bhe loro sono certamente gli altri maestri di qualcosa di invisibile ...di quel linguaggio in codice di cui si parlava prima ...ci si occupa di dargli da mangiare , pulire la stalla e farsi stupire da quello che ci fanno muovere senza parole.

Non sono riuscita ad essere troppo attenta perché in quel momento di uscita i ragazzi mi hanno riempito di domande e ho preferito concentrarmi su di loro, ma mi sono comunque infilata nella stalla per spartire il fieno....è inutile è piu forte di me.

Rientriamo poi per la merenda ...altro momento che mi ha colpito immensamente...non è stato un tempo di abbuffata o di litigio per avere il pasticcino piu buono (cosa che vedo spesso negli aperitivi pre o post spettacolo), è stato un momento conviviale di grande rispetto, ognuno ha fatto qualcosa per preparare la tavola , abbiamo bevuto tisane e abbiamo chiacchierato amorevolmente e essendo rimasti 4 succulenti pasticcini Ambra ha proposto di spartirceli giocando a un Quiz di domande di ogni tipo.( Tra parentesi anche difficili...forse io avevo risposto al massimo a due ma anche in quel caso sono stata anticipata ).

Mi hanno colpito due cose , la prima :

Cristian un ragazzo giovanissimo credo di 18 anni o giu di li ... che sapeva rispondere perfettamente a tutte le domande di Geografia e Matematica , il suo talento è quello dei numeri ...un piccolo genio insomma dei numeri e derivati....e questo mi ha fatto riflettere sulla parola TALENTO.

Ognuno di noi ha un Talento, spesso inesplorato e il nostro compito è quello di trovarlo e farlo emergere...quindi gente diamoci una mossa invece di lamentarci continuamente.

La seconda cosa è stata che a un certo punto, il punto, non era più accaparrarsi i pasticcini, tra i quali ce n'era uno alla nocciola che ho desiderato moltissimo, ma era continuare a farsi domande e rispondere ( Luca ha iniziato con una serie di indovinelli divertenti che è stato faticoso fermarlo)...ecco il punto non era la FAME DI POSSESSO O POTERE ma era l'arricchirsi di altro e scambiare.

Inizio a sentire che a molto breve, sarebbe stato il mio turno per provare a restituire qualcosa di ciò che stavo raccogliendo.

Sistemiamo i tavoli della merenda e FACCIAMO SPAZIO per un piccolo primo viaggio insieme attraverso l'Acqua (elemento che avevo deciso di esplorare).

Ho chiesto ad Alessandra di procurami una grande brocca trasparente piena di acqua e dalla tasca ho tolto un filo, l'ho immerso e insieme abbiamo osservato cosa succedeva ....il filo che volevo portare mi era scappato nel viaggio e questo nuovo filo trovato in una scatola si è mostrato con un comportamento diverso.....panico iniziale ma mi sono detta ...vediamo, accogliamo forse veramente non devo pensare e forse non tutte le cose andranno come prefissate ...quindi ho atteso ...la tensione di osservazione è stata interessante ..perchè in un qualche modo c'era un mistero nascosto in un semplice filo dentro a una brocca d'acqua....e in fondo ognuno di noi coglie quello di cui ha necessità o quello che non vuole.

Finita l'osservazione ho invitato i ragazzi a trovare un compagno di lavoro da li a poco avremmo iniziato l'esperienza, immaginandoci di diventare quel filo, immaginandoci di lavorare nel fluido, immaginandoci qualcosa che di solito non ci permettiamo....

Alcuni dei ragazzi si sono subito trovati il partner altri sono entrati in resistenza e si sono seduti ad osservare ma già qualcosa stava succedendo....la SCELTA.

Ho subito usato il mio complice preferito il Suono Musicale e in poco siamo entrati in un luogo diverso , si lavorava ad occhi chiusi, ognuno aveva un guardiano a impedire che qualsiasi cosa potesse farci male....PROTEZIONE

Dapprima ho fatto da osservatrice a cosa stesse accadendo, cosa si stava muovendo, come smussare gli angoli...poi da un lato vedo che Sebastiano ,(ex utente del CAT venuto appositamente per questa giornata in quanto una delle sue passioni è la danza classica,) che aveva deciso stranamente di mettersi seduto come uditore , si alza e mi si avvicina timido.

Lo invito a sdraiarsi e gli dico che avrei fatto volentieri da Guardiano per lui e in un attimo partiamo per un viaggio che difficilmente dimenticherò.

Dapprima noto che in generale anche se invitati al movimento, in molti hanno preferito lavorare sull'immobilità, ma anche questo fu un mio errore di osservazione , perché non era IMMOBILITA , lo era solo apparentemente perché si stava muovendo molto moltissimo dentro di loro...lo vedevo dal viso, lo sentivo dall'energia che tutti insieme stavamo impastando.

Era densa, era dilatata, era generosa, era profonda.

Tornando a noi, il mio viaggio con Sebastiano piano piano prendeva forma ...lo chiamo sempre il viaggio della conoscenza , tramite piccoli gesti, tramite lo spostare il corpo dell'altro come se fosse nell'acqua usando quella delicatezza e rispetto che spesso dimentichiamo entrando con furia nello spazio degli altri. Piano piano in un a dialogo a due senza parole.

Cambiamo ruoli dopo una decina di minuti , decido coraggiosamente di mettermi sdraiata ad occhi chiusi per dare la possibilita a SEBA di farmi da guardiano , non avrei piu monitorato il gruppo ma già mi fidavo di loro , la bolla che si era creata non avrebbe permesso nulla di fuori luogo.

Ero molto convinta che Sebastiano non avrebbe mai iniziato a spostare il mio corpo come avevo chiesto di fare ai guardiani, con piccoli impulsi come fossero pascetti che spostano un'alga nel mare ,

Prima di sdraiarmi gli ho detto :" quando te la senti e quando vuoi parti pure senza paura "

-lui mi risponde : "ho paura di farti male "

-gli rispondo : "NO non ti preoccupare te lo comincio se succede."

Insomma dopo qualche minuto sento che inizia a osservare le mie articolazioni che gia stavano fluttuando e a farmi danzare con un ascolto che poche volte con danzatori professionisti mi è capitato di sentire , ho deciso di godermi questo momento DANZANDO, sganciandomi dalle preoccupazioni e accogliendo ciò che si era creato magicamente solo seguendo il fluido degli eventi.

Perche il punto di tutto sto pippone è proprio questo...

METTERSI IN ASCOLTO VERAMENTE TOGLIENDO L'EGO E FARE FLUIRE GLI EVENTI TOGLIENDO TUTTI I SASSI CHE CI SONO NEL MEZZO.


Grazie al CAT (http://www.centrocat.it)

ad Alessandra , Luca , Ambra, a tutti i ragazzi e a tutti gli animali della fattoria . A molto presto.

Elena











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